Tarassaco: scopriamolo insieme

Tarassaco: le sue componentiAvventurarsi nel mondo del Tarassaco richiede una buona dosa d’impegno. La prima cosa necessaria è quella di districarsi tra i suoi mille nomi e “interpretazioni”. C’è chi lo chiama soffione e chi “denti di leone”, chi ancora lo scambia per la cicoria-catalogna anche se in comune hanno solo la tribù di appartenenza: le cichorieae.

Il suo nome esatto è Taraxacum Officinale ed è una pianta che appartiene alla famiglia delle asteracee. E’ un sempreverde e per moltissimi anni è stato un vero dilemma per la scienza: la tradizione popolare lo ha sempre innalzato come toccasana per l’apparato digestivo, mentre i ricercatori non furono mai in grado di trovare un vero principio attivo. In realtà le sue doti sono dovute a tanti principi attivi, che lo rendono un prodotto nobile, come la fitoterapia insegna.

Spesso il tarassaco viene confuso con la cicoria selvatica: anche la stessa Wikipedia riporta tale lemma come sostantivo, ma in realtà c’è solo un legame di parentela, come ben spiegato sul sito TartaPortal.

Nel nostro meraviglioso mondo culinario la pianta è usata in ogni sua parte. C’è chi usa i fiori come decorazione per le insalate, chi invece li usa per insaporire delicati piatti. Le parti basali sono consumate lesse oppure saltate in padella con aglio. Ma c’è anche chi apprezza moltissimo il tarassaco impanato e fritto.

In molte ricette, che usano le sue foglie, è indicato che è sostituibile con la catalogna, o cicoria asparago. I puristi ritengono non sia un cambio equo, viste le proprietà del Taraxacum, ma l’amata cicoria sembra più disponibile ed economica, protagonista delle famose “puntarelle alla romana” o della riconosciuta “cicoria di Chioggia”, lessata e magari accompagnata dal del cren.

Vediamo i nostri fantastici food blogger cosa consigliano. Partiamo da un classico del gusto e della delicatezza: il risotto al tarassaco di Butta la Pasta. Un occhio alla linea e alla leggerezza con l’insalata consigliata da Feel Cook. Ma possiamo non viziarci nemmeno un po’? Dai Mangiare Bene, stupiscici con una ricetta crossover: lo strudel di tarassaco!

foto Wikipedia