Pupa e cavallo di Pasqua

Qualche giorno fa controllavo le statistiche di Ricette 2.0 e ho trovato questa strana ricerca “Pupe e cavalli di Pasqua”. Siccome Ricette 2.0 non è nuovo nell’ospitare ricerche che sono delle vere follie, ho goliardicamente postato nei social questa cosa. In Meemi si è fatta pure dell’ironia.

Poi però la tutt’altro che amara verità: non è una ricerca folle, nè qualcosa di perverso. E’ un dolce, un dolce tipico della tradizione abbruzzese: mamma mia che figuraccia. Prima di tutto chiedo venia a tutti gli abbruzzesi e alle genti che hanno per tradizione questa leccornia.

In seconda battuta vi dedico questo post, in modo che non ci siano più scusanti dal Manzanarre al Reno: tutti devono sapere cosa è il “Pupa e cavallo di Pasqua”. Come al solito io chiedo aiuto ai miei valori più che quattrocento cavalieri, che al posto dell’elmo hanno una retina e della spada un mestolo!

Ecco Cooker.net, che viene redarguito dal figlio per aver fatto dei brontosauri in luogo di cavalli: poveri noi genitori sempre pronti a tutto per i nostri cuccioli! La ricetta prevede farina, zucchero, mandorle tostate e tritate, cioccolato fondente tritato, uova, burro fuso, lievito, cannella, limone grattuggiato e vaniglina. Che bomba!

Per scoprire la tradizione di questa specialità abbruzzese però mi faccio aiutare da L’antico feudo: pare che “la pupa e il cavallo” nasca addirittura come omaggio alle famiglie del fidanzato / fidanzata. Due dolci distinti: il cavallo consegnato alla famiglia di lei e la pupa a quella di lui. Una tradizione che poi si è fusa con il simbolismo cristiano dello spezzare il pane. Interessante vero? Grazie ancora a L’antico feudo per la foto.