Emilia Romagna: Culla di Gusto e Turismo

Chi dice Emilia Romagna dice turismo e buona cucina! Ogni paese e ogni località ha nel suo bagaglio culturale e storico almeno un piatto o una ricetta tipica. Abbiamo selezionato 5 località dell’Emilia e della Romagna (unite amministrativamente ma con due tradizioni culinarie distinte) e delle ricette e piatti tipici per ciascuna di esse.

 

Reggio Emilia: i Cappelletti

I Cappelletti di Reggio Emilia

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Piatto tipico di Reggio Emilia (ma la cui paternità è contesa tra diverse località) i cappelletti sono un tipo di pasta all’uovo ripiena. Attenzione: non dire mai a un emiliano che cappelletti e tortellini sono la stessa cosa, tradizionalmente, e di fatto, non è così.

I caplèt (o caplit) sono leggermente più grandi dei tortellini e soprattutto differiscono per il ripieno. I cappelletti infatti hanno al loro interno ricotta, petto di cappone e lombata di maiale (secondo la ricetta ufficiale di Pellegrino Artusi, scrittore e gastronomo padre fondatore del cappelletto romagnolo).

Cotti in brodo, i cappelletti sono un piatto tipico delle festività natalizie romagnole (e non solo).

 

Ferrara: la Salama da Sugo

Salama da Sugo

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Portomaggiore, Poggio Renatico, Madonna Boschi, Vigarano Mainarda e Buonacompra: queste le località che si contendono il primato della salama da sugo più gustosa e quindi le zone da visitare per gustare piatti a base di questo ingrediente.

La salama da sugo, come si capisce dal nome, è un insaccato che si ottiene con la carne di varie parti di suino: dalla coppa al fegato, poi speziate. La ricetta risale addirittura al Settecento (ad opera di Don Domenico Chendi, parroco di Tresigallo).

La cottura della salama da sugo va dalle 4 alle 8 ore, appesa a un cucchiaio in modo che non tocchi le pareti o il fondo della pentola. A differenza del cotechino, la salama non va bucherellata prima della cottura. Questa prelibatezza (tutt’altro che leggera) viene consumata con abbondante purè di patate, e può considerarsi un piatto unico, anche se da tradizione deve essere preceduta da un buon piatto di cappelletti in brodo.

 

Cervia – Milano Marittima: il Sale Dolce

Il Sale Dolce

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Il comune di Cervia e le sue varie località sono conosciute da secoli per la produzione di sale. Il sale di Cervia ha la particolarità di essere “integrale” cioè non trattato con agenti chimici ma solo con passaggi fisico-meccanici.

Il sale dolce è definito così per la purezza della sua composizione chimica: durante la lavorazione, infatti, perde i “Sali amari” dell’acqua marina. Questo tipo di sale è impiegato anche nella pasticceria: famoso infatti è il cioccolato al sale dolce, da gustare accompagnato a una bella fetta di pane fresco. Il sale dolce di Cervia è un presidio Slow Food dal 2004. Non è un ingrediente così diffuso, noi abbiamo avuto la fortuna di assaggiarlo dentro una delicatissima Tenerina (d’origine ferrarese) in un albergo di Milano Marittima, il Solemare.

 

Modena: il Giambonetto

Giambonetto - Vitello al Latte

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Il nome di questa specialità trae in inganno: potrebbe sembrare una ricetta a base di prosciutto, dal francese jambon, ma la realtà è diversa.

Il brevetto del giambonetto spetta a Giuliano Cavazzuti, imprenditore di Casinalbo, che ebbe l’idea di cuocere nel latte della carne di vitella. Una volta che il latte è stato completamente assorbito il giambonetto viene servito accompagnato da purè di patate e dal sughetto di cottura del latte. Morbido e gustoso, il giambonetto fa venire l’acquolina in bocca.

 

Rimini: la Piadina

Piadina di Rimini

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Questa è la specialità tipica romagnola più conosciuta e più contesa. Vi hanno dedicato canzoni e poesie, perfino Giovanni Pascoli la decantò ne “La Piada”.

L’origine della sfoglia che sta alla base del piatto sarebbe addirittura di epoca romana e tradizionalmente faceva parte della cucina povera.

Farina di grano, strutto (od olio di oliva), sale e acqua danno origine a una delle squisitezze romagnole più conosciute in Italia e nel mondo: dal 2014 la piadina “alla Riminese” è registrata come Indicazione Geografica Protetta.

Visto che il periodo delle vacanze è al suo culmine, una capatina al mare soggiornando in un hotel di Milano Marittima ve la consigliamo: soprattutto per assaggiare qualche prelibatezza romagnola!

 

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