Intervista a Anna Marchese di “Matematica in Cucina”

Blog di cucina: come ti è nata questa idea?

Mi presento: mi chiamo Anna, classe 1988 e di origini campane che, nonostante i diversi anni lontano dalla mia terra, porto dentro di me nella mia quotidianità con fierezza. Sono cresciuta con i miei nonni e sono fortemente legata alla mia famiglia, cane compreso! Mia madre è la migliore scuola di cucina, è lei che osservo da quando ero piccola e che, probabilmente e senza volerlo, mi ha trasmesso la passione per la cucina, sempre vissuta come momento di condivisione e manifestazione d’affetto. A far emergere questo amore per il cibo ci ha pensato anche una mia coinquilina, durante gli anni universitari: insieme cucinavamo e organizzavamo cene con i nostri amici e vicini. Nel tempo, specialmente da quando ho iniziato a lavorare, ho preso sul serio la cucina e tutto ciò che ruota intorno ad essa: alimentazione, salute e sport. Condivido da sempre ciò che cucino, non c’è ufficio e non c’è team o amico che non abbia assaggiato un mio piatto, soprattutto dolci. I miei primi fan sono, quindi, amici e colleghi, da sempre mi supportano e mi incoraggiano a continuare; sono proprio loro ad avermi suggerito il blog di cucina fin da subito. Silenziosamente ho maturato anche io questo desiderio, diventato tanto più realistico e prezioso quando ho cominciato ad utilizzare il conteggio dei carboidrati nella mia quotidianità. Sono diabetica da quando avevo 16 anni con terapia insulinica e dal 2009 con microinfusore, uno strumento straordinario che ha cambiato la mia vita. Matematica in Cucina è nato con questo intento: condividere con tutti, diabetico o non, a dieta o non, sportivo o non, la vita da diabetico, da ogni punto di vista. Nel blog ci sono solo ricette che si adattano alla mia vita, ovvero molti piatti freddi/unici che preparo velocemente per la pausa pranzo, poche ricette di primi e nessuna (o quasi) di frittura, tante ricette semplici, con poco condimento ma molte spezie, tantissime “ricette senza” alla ricerca di nuovi piatti gustosi ma salutari con cui potermi coccolare. In ogni ricetta scrivo sia le tabelle nutrizionali, utili per tutti, sia una simulazione del conteggio dei carboidrati secondo i settaggi del mio microinfusore.

Quali i requisiti per essere un buon sito di ricette?

Essendo un’appassionata di cucina e un’amante del web e della tecnologia, da sempre seguo tantissimi blog e scuole di cucina. Con l’avvento dei social, specilamente Facebook e Instagram, seguire un blogger e restare aggiornati sulle sue nuove ricette è ancora più semplice. Potrei “affezionarmi” o scartare un food blog per pochi semplici fattori. Quello principale è certamente legato all’aspetto visivo e pratico: un blog deve essere piacevole da vedere, graficamente parlando, ma soprattutto intuitivo e rapido nel caricamento delle pagine o nella navigazione tra una sezione e l’altra. Altro fattore è legato agli sponsor e pubblicità: non mi piace sentirmi “obbligata” ad acquistare determinati ingredienti di specifiche aziende solo perché sponsor in quanto può essere scoraggiante il prezzo o difficilmente reperibile il prodotto nei supermercati e, quindi, in tal caso, non proseguirei nella lettura della ricetta. La pubblicità e il web marketing sono ben noti e tutti ne facciamo uso per ammortizzare i costi di gestione del blog ma popup e video invasivi sono un ostacolo alla navigazione e alla lettura di una ricetta. Ultimo fattore, ma non per importanza, è la semplicità del linguaggio nello spiegare le ricette, anche quando queste non sono semplici. Credo che le persone debbano essere incoraggiate, hanno bisogno di suggerimenti, essere seguite passo dopo passo e credo che i social sianoo un buono strumento per accorciare le distanze, dare risposte più rapide a domande e dubbi.

Prova del cuoco: ci inviti tutti a cena

Tutti i miei ospiti sono mie cavie per cui sicuramente cucinerei almeno qualcosa che non ho mai preparato prima. Solitamente l’aperitivo non manca mai quindi i miei ospiti troverebbero un calice con estratto di frutta e verdura che accompagnerebbe un piatto di finger food: un mini panino con farina di ceci e semi oleosi farcito con salmone affumico ed erba cipollina, un muffin salato senza burro con zucca e bresaola e un bigné fatto in casa ripieno con una crema di formaggio, olive nere e pomodori secchi. Eviterei il primo piatto per fare spazio alle patate sabbiose, ovvero patate cotte al vapore e poi saltate in padella con farina di mais, pangrattato, origano e grana padano. Questo perché c’è sempre un occhio di riguardo sui carboidrati e l’indice glicemico. Per concludere proporrei un passato di carote con ceci tostati e speziati, per “combattere” lo scetticismo dei miei ospiti circa la bontà di questo piatto light che piacerebbe tanto ai vegani. A casa di Matematica in cucina non mancherebbe certamente il dolce: ancora una volta, per tenerci leggeri e in linea con le mie abitudini, proporrei una torta senza uova, senza burro e senza latte di grano saraceno e cannella.

Facebook, Twitter, Google Plus: il tuo rapporto con i social network?

ll traffico dei blog, non solo di cucina, viene principalmente dai social. Come accennavo prima, sono il primo modo per farsi conoscere, a partire da parenti e amici continuando poi grazie alla rete degli amici degli amici o inserzioni pubblicitarie. Personalmente, per motivi di tempo e semplicità di gestione, ho scelto di privilegiarne solo due: Facebook e Instagram. Il primo è molto più completo in quanto ti consente di interagire con i followers non solo attraverso le foto ma anche mediante i post, i link al blog, i commenti e i gruppi. E questa è probabilmente la motivazione che spinge un po’ tutti, sia noi foodblogger che i nostri lettori, a scrivere, commentare, condividere, sperimentare… i social sono alla portata di tutti e accorciano le distanze rispetto a un blog dove si può solo lasciare un commento alla ricetta o compilare un form di contatti.

Ingrediente segreto: piccolo consiglio ai lettori (tema libero)

Non sono vegana, né vegetariana, né crudista: mangio bene, mangio sano, mangio tutto ciò che mi fa bene e che il mio fisico può tollerare. Forse posso dire di avere un “debole” per gli alimenti a basso indice glicemico e questo mi spinge a ricercare farine alternative, dolcificanti naturali, alimenti ricchi di fibre o di proteine vegetali. Ma non sono una santa e, come avrete modo di leggere nel blog, cedo anche alle tentazioni e di tanto in tanto mangio quello che non potrei. Spero che tra i miei lettori ci siano anche dei medici, che possano essere parte del blog e apportare il loro contributo.
Spero che i miei lettori possano leggere il mio entusiasmo e la mia voglia di condivisione, senza presunzione! In questi anni ho “frequentato” diversi ospedali, iniziando dai reparti pediatrici, e ricordo con tristezza bambini e adolescenti che vivevano male la nostra patologia, a tal punto da vergognarsene e nascondersi. A questi ragazzi, ormai adulti, io vorrei far conoscere la mia vita perché capiscano che il diabete, per fortuna, si gestisce e può non essere invalidante.

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